Only 90 Days

Go Back To New York. Only 90 Days.

Day#45

Mentre l’Italia e’ tutta intenta a seguire le vicende del buon Silvio e a spettegolare sui vestiti della Canalis e di Belen, io oggi ho partecipato come pubblico al David Letterman Show.

Riuscire ad essere tra il pubblico non e’ impresa facile, ma io verso la fine di gennaio ho deciso comunque di richiedere i biglietti online. Nella pagina apposita ci sono gli avvertimenti del caso: la richiesta e’ moltissima, molta più’ dei posti disponibili in sala, quindi e’ difficile riuscirci subito, potrebbero passare mesi, insomma, pazientate.
E invece, per una volta nella vita, la fortuna ha voluto baciare proprio me, quella che non vince mai niente, quella che a tombola perde sempre tutto, quella che i numeri che sogna di notte non si tramutano mai in nient’altro.

Giovedi ero al lavoro e ricevo una telefonata da una signorina divertita e pimpante che mi chiede se sono ancora interessata a partecipare al DLS.
La signorina mi da un numero da chiamare; dovrò’ chiedere di tale Jack e rispondere a una domanda segreta riguardante lo show. Solo così avrò’ i biglietti!
Per un attimo tolgo di mezzo tutte le foto dal mio desktop, chiudo Final Cut, metto in icona Photoshop ed inizio a documentarmi. Stampo pagine e pagine di wikipedia, evidenzio le date importanti nella vita di Dave, stampo la pagina web con tutti i componenti del cast. Mi sento impreparatissima, ma tento la fortuna. Chiamo Jack, ma c’e’ sempre la segreteria; anche lui e’ divertito e pimpantissimo e mi dice di riprovare a chiamare più’ tardi.

Passano le ore e un po’ perdo le speranze. Torno a casa, e prima di mettermi a cena oziosamente faccio l’ultimo tentativo, immaginando che Jack sia già’ sulla via di casa.
Squilla, squilla, squilla…Jack risponde!
Jack e’ super disponibile, mi spiega tutto, gli orari, il luogo, le modalità. Me la fa salire, insomma. Li per li penso che magari la domanda segreta non c’e’, che e’ tutto un modo per metterti ansia e per farti temere questa telefonata, ma poi eccola arrivare.
Jack ha capito che sono una straniera in terra Usa, che il mio sogno e’ vedere Dave, proprio lui, dal vivo. Che il mio ragazzo sta per arrivare in America e che sarebbe una sorpresa fantastica.
Jack si mette na mano sulla sua coscienza americana e mi pone la tanto temuta domanda: “Che strumento suona Paul Shaffer?”.
Per chi non lo sapesse, Paul Shaffer e’ il maestro dell’orchestra della Cbs, il pelatino con gli occhiali scuri che canta e si dimena e scherza con David durante lo show.
Io ovviamente SO che il buon Paul suona il piano, ma ecco, in quei tre minuti del tempo della domanda io non lo sapevo più’. Da buona ex alunna della 3B, prendo tempo, chiedo conferma a Jack se Paul e’ proprio lui, “the bold man”,e intanto digito il suo nome su google. Mi appare la fotona di Shaffer al piano e urlo “Jack, the piano!”.
Jack mi ha sgamato alla grande, ma Jack mi vuole bene, sorride e mi annuncia che ho vinto i biglietti per il David Letterman Show e che alla domanda “Su che lista sei?” che mi verra’ posta all’entrata della fila dovrò’ rispondere: “On the Jack’s Gold List”.
Questa cosa mi elettrizza.

E oggi e’ stato il grande giorno.
Registrazione alle 4 e mezza del pomeriggio, la puntata andrà in onda la sera stessa.
Il teatro e’ l’Ed Sullivan, quello dell’Ed Sullivan Show e della prima esibizione dei Beatles negli States, per intenderci.
Dopo file su file, ragazzi dello staff che ti gasano ad ogni angolo e ti danno il 5, discorsi nella sala d’attesa principale e poi in quella secondaria dove ti fanno urlare che non vedi l’ora di vedere David, ecco, finalmente David lo vediamo.

Lo studio, come sempre accade, e’ molto più’ piccolo di come appare in tv. Siamo in settima fila, vediamo benissimo. La scenografia e’ proprio lei, con il ponte di Brooklyn sul fondo, e le lucine tutto intorno, e le colonne rosastre che sembra di stare un po’ nel mini mondo di Disneyland. Prima dello show ci proiettano solo per noi un video divertentissimo presentato da Alec Baldwin che ci introduce allo show. La band della Cbs entra e ci scalda con dei pezzi un po’ funky e un po’ rock.
Il mio Paul entra per ultimo ed e’ davvero basso , ma io lo amo lo stesso perché in fondo devo a lui tutto questo.
Entra anche lo speaker, quello con la vociona che annuncia tutti quanti e sembra Mengacci più alto.

E poi, arriva Dave e ci saluta, e lo show inizia, ed e’ proprio tutto vero, ma e’ tutto più vicino, più ridimensionato, più umano.
Io e Ale abbiamo uno dei tanti microfoni che penzolano dal soffitto proprio sopra di noi e io ogni tanto caccio una risatona sperando di poterla poi rintracciare quando rivedrò la puntata. In studio fa freddino, Ale dice che lo fanno perché devi essere sempre pimpante e non ti devi abboccare mai.
Dave e’ bravissimo, e intervista nell’ordine Forest Whitaker -vincitore dell’oscar con L’ultimo re di scozia – e Irina Sheik (si, proprio lei).
Per ultimo, in 5 minuti montano un pianoforte, una batteria, organizzano sedie per violini e affini e entra una parte del coro gospel di Harlem, tutto per accompagnare la performance dell’ospite musicale di oggi, tale Josh Gobran di cui ignoravo l’esistenza fino a pochi giorni fa.

Finito lo show Dave ci saluta e ci augura una buona serata. Io provo a guardare lo studio più che posso prima di andare via, perché nei prossimi sei mesi sono bandita dal potervi partecipare di nuovo, e perché – diciamocelo – quando me ricapita?

Gia’ mi immaginavo il mio biglietto incorniciato e appeso su mura fresche di vernice a Roma, ma ahimè’ i ragazzi pimpantissimi dello staff se lo sono ripreso.

In compenso alcune clip della puntata sono già’ online. Ora le rivedo e provo a rintracciare le mie risate fortissime.

Ah, God Bless Paul Shaffer, ma soprattuto, God Bless Jack e la sua Gold List.

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2 responses to “Day#45

  1. Paola February 16, 2011 at 11:27 am

    Non ci posso credere manco se lo leggo nero su bianco! Avete visto il David Letterman’s?!
    Ma sei formidabile! 🙂 Brava. Sei brava, non serve fortuna…talento+opportunità, diceva qualcuno (Seneca?), mai puro culo. BRA-VA!
    Quanto al resto, un mac, una “ghi-ta-ra” come dice alepiccolo, vestiti e un letto? 😉
    Vedi se riesci a comprà casa, non si sa mai 🙂
    P

  2. giulia garolla February 16, 2011 at 1:26 pm

    Entusiasmante!
    che culazzo!!! 🙂

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