Only 90 Days

Go Back To New York. Only 90 Days.

Day#22

Ecco, a New York capita di uscire una sabato sera, mangiare del cous cous buono come forse mai l’avevi mangiato, fare due passi con la neve per terra e -11 gradi intorno a te, entrare in un locale, poter scegliere se pagare per vedere un concerto o salire le scale gratuitamente e aspettarti di vedere quindi un concerto minore.
Scegli la seconda, la stanza e’ piccolissima ma raccolta con un vecchio pianoforte a coda bianco sul fondo e delle lucine verdi sui muri.
Una ragazza qualunque e’ li e canta, con un bassista accanto che ogni tanto la accompagna.
Sei li, e nella comune ordinarieta’ di una serata new yorkese qualunque senti una voce e un talento unici.

Subito dopo di lei salgono on stage tre ragazze con delle voci che “…bo, vabbe’, ma dai, davvero? Così brave? Io voci così a Roma per locali non ne trovo, mai”. Sono tre, si fanno i cori a vicenda, armonizzano, suonano tutte e tre il pianoforte in maniera perfetta e coinvolgente. Si alternano come soliste e a un certo punto ce ne andiamo perché’ basta, era troppo, quasi imbarazzante.

(Ah, e subito dopo per superare il momento ti rifugi da Katz’s Delicatessen , ti siedi, alzi gli occhi e leggi la scritta “Where Harry met Sally…hope you have what she had!Enjoy!”)

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